File interminabili ai distributori di benzina e scorte di frutta e derrate alimentari bloccate dai Forconi siciliani e dagli autotrasportatori che protestano contro il rincaro dei prezzi dei carburanti. Il garante sugli scioperi ed il ministero di Infrastrutture e Trasporti annunciano iniziative contro il blocco degli autotrasportatori che dilaga e sta creando disagi in tutta Italia. Domani causerà il fermo della produzione della Grande Punto nello stabilimento Fiat di Melfi (Potenza). “I blocchi causati dalla protesta sono inaccettabili”, ha detto Roberto Alesse, presidente dell’Autorità di Garanzia sugli scioperi, annunciando che aprirà “un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare a chiunque stia violando la legge e danneggiando i cittadini”. Sulla stessa linea il ministero, che ricorda di aver convocato le associazioni dell’Autotrasporto lo scorso 11 gennaio per fare il punto sui problemi e richieste e di aver assunto “concreti impegni, immediatamente attuati”. Dunque, aggiunge il dicastero, “non si giustificano le gravi azioni di blocco che tuttora persistono”. Il centro Oli di Viggiano è stato bloccato. I TIR diretti a Taranto sono fermi. Tutti gli ingressi sono chiusi. Cisterne bloccate per l’approvvigionamento di greggio. Gli autotrasportatori hanno paralizzato anche la Statale 106, bloccandola, all’altezza dell’incrocio con la statale 598 in entrambi i sensi di marcia. Sugli svincoli ci segnalano lunghe code e disagi agli automobilisti. A causare tutto questo i provvedimenti del governo e l’aumento dei costi del gasolio, delle assicurazioni e dei pedaggi. I forconi lucani si organizzano ed annunciano il blocco delle principali strade.
(Foto di Marco Moles)
Articolo tratto da http://www.olambientalista.it/



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